
“Lasciami aver cura di te oggi”gli bisbigliò Clara. L’aria esalata da quelle parole fu come una carezza lieve poggiata sul lobo dell’orecchio.
Insaziabile trasporto.
Oh Clara,
sei cagione di progenia,
genitrice indiscussa.
Madre.
Rigonfi il seno d’amore.
Dai turgidi capezzoli gode nutrimento.
Sei madre
A calmare il sopore del sonno,
austero, talvolta provocatore di ansie
scisse in paralisi e discinesie.
I tuoni, gaudi canti diventano.
L’aria stantia d’angoscia profuma ora di rose grazie a Clara.
Sei amica
A smorzare la sete,
a conciliare le beghe della mente.
Dal cupo piagnisteo al piacere di un sorriso.
Hai il dono della comprensione,
lungi da empatia gratuita.
Sei amante
Con la movenza sincopata del corpo
Balli un erotico tango a tratti d’amore a tratti di sesso,
o entrambi fusi in un unico amplesso
Del suo strumento sei l’artista.
E bevi dal calice delle sue frenesie.
Sei figlia
tra le sue braccia
madide di protezione.
ti avvinghi agli incavi del suo affetto.
Era bello farsi prendere cura da Lei, anche solo per un istante, e quell’istante sarebbe rimasto impresso nel tempo imperituro, come una composizione di Bach, i cipressi di Van Gogh, la babele di Bruegel.
Era forse un angelo Clara?
No, non lo era, e non era nemmeno santa.
Era una Donna. La sua donna oggi. Talmente simile quanto dissimile a lui.Poe la chiamava Ligelia. Jeanne per Modigliani.
Una “musa elfica”, bianca la sua magia, sull’eco di un’arpa suonava la sua musica. Ecco si, poteva essere una creatura fantastica, un libro mai letto di pagine bianche, una foglia caduca pronta al torpore dell'autunno, un petalo vellutato ad origo di primavera.
apeiron redentore.
La morte non è altro che una dolce porta che si chiude, non bisogna temerla. È più temibile la vita, difficile è coglierne il bello, il vero, quindi non bisogna sfuggire dalle cose belle che offre.
Il rammarico è ciò che rimane.
Ma, mi chiedo, è meglio il rammarico di aver goduto, aver assaporato, calmato la sete, aver vissuto, o il rammarico di non averlo fatto, scivolando nella piattezza e morendo dentro, invecchiando?
Mi chiedo in senso lato,io so la mia risposta.
[sorrido]
La cura della persona umana, in cui il concetto di persona è molto più ampio di quello di "self", poichè focalizza la nozione di stima e di rispetto per gli altri e quindi ad un significato più profondo dell'insieme delle attitudini a cui si rifà il self.
vi è una percezione sociale e relazionale del concetto di persona per il semplice fatto che vi sono atti che vanno oltre il velo contenuto delle idiologie fittizie e artificiali, o di comportamenti assunti e impostati.
"Clara" è un concetto astratto, identificabile nella vita stessa, in un bisogno materiale o immateriale. Clara è sinonimo di "cura".
nota:
ispirata da De Andrè
e Don Milani.
Dipinto di Frida.
Musicata dai Macondo la poesia di Baudelaire [ voce: Anna (io) e Barbara; coro: Anna , Barbara, Ale e Matteo]
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